La casa di Monet. Entrare in un’opera d’arte.
Questa dimora di campagna, dalla struttura semplice e tutta sviluppata in lunghezza, aveva sedotto il maestro dell’Impressionismo. La scoprì per caso, percorrendo a piedi i campi, innamorato del paesaggio e in cerca di motivi da dipingere. L’incontro con Giverny avvenne nel 1883, proprio a metà della sua vita. Fu un colpo di fulmine: per il luogo, per gli spazi circostanti e per il villaggio.
Nel 1890 Monet acquistò la proprietà, e qui creò il suo giardino. A partire dalla fine degli anni ‘90 i temi dell’acqua, dello stagno di Ninfee, dei paesaggi acquatici e del giardino scandirono circa 40 anni della creazione del pittore.
” La mia opera d’arte più bella è il mio giardino”. Il giardino appunto, divenne protagonista e simbolo di tutto ciò che Monet raffigurava. Introdusse 3 differenti elementi: il riflesso del cielo sull’acqua, la profondità dello stagno in trasparenza, e la superficie sulla quale fluttuano le ninfee. Dai primi viali dritti agli spazi curvi delle stradine che circondano lo stagno, dal promontorio della terrazza di fronte alla casa, al panorama che si estende partendo dal ponte giapponese e dalla piccola passerella, Monet ha voluto creare una sequenza di immagini in movimento.

L’artista abitò in questo luogo magico e imperdibile per gli ultimi 40 anni della sua vita, con la seconda moglie e i loro 8 figli. Le stanze della casa sono piene di opere di artisti che Monet ammirava, come Delacroix, Renoir, Cézanne, e Signac. Al piano terra le stanze più vissute sono quelle ricoperte da stampe di grandi maestri giapponesi, di cui era appassionato collezionista.

All’interno della casa il visitatore può incontrare l’uomo, nella sua quotidianità, tra la cucina di maioliche blu e la sala da pranzo gialla, senza dimenticare che quell’ospite, caloroso e accogliente quanto cupo e tormentato a volte, fu anche, e innanzitutto, un maestro: colui che con i suoi amici impressionisti ha rivoluzionato la storia dell’arte del XIX secolo.
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Article edit by Anita Lodola
Editor @ Monaco Woman
