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TWIGA WORLDLY WOMEN: CESARE CATANIA event

A sentir parlare di Montecarlo, Costa Azzurra, locali del Principato di Monaco, eventi mondani, ecc… nella mente dei più vengono rievocate immagini e contesti legati a situazioni solo ed esclusivamente di leggerezza, spensieratezza e divertimento. Bisogna, però rendere merito e riconoscere il lavoro, l’impegno, le difficoltà e la dedizione che si celano dietro l’organizzazione di determinati eventi. Questa settimana ho avuto prova di tutto ciò in ben due occasioni: martedì 13 giugno alla sfilata della maison “Akris” presso l’hotel Hermitage (di cui ho già parlato in un mio precedente articolo) e giovedì sera al Twiga dove sono state presentate alcune opere di arte contemporanea di Cesare Catania.

Ammetto che non conoscevo Cesare in precedenza, ma sin da questa prima occasione mi è stato possibile percepire e cogliere il suo carattere eclettico e poliedrico e la sua personalità dotata di notevole fascino. Cesare è la perfetta rappresentazione di un concetto molto caro agli antropologi contemporanei: l’essere umano inteso come sistema aperto, ossia capace di ricoprire molteplici ruoli e in contesti diversi, senza doversi necessariamente incasellare in una sola posizione predefinita. Catania è infatti un artista interdisciplinare a 360° che ama spaziare tra la pittura, la scultura e il mondo dell’ingegneria civile.

Il risultato di tutto ciò sono creazioni che costituiscono una perfetta armonia tra materiali, forme, e colori; strumenti artistici attraverso cui focalizzare l’attenzione su argomenti nuovi ed inusuali e trasmettere messaggi incisivi e significativi. Tramite il suo lavoro si prefigge l’obiettivo di offrire rappresentazioni non convenzionali della vita stessa oppure nuovi punti di vista da cui osservare la realtà quotidiana. Gli va inoltre riconosciuta la capacità di realizzare opere che uniscono tradizione e contemporaneità, traendo ispirazione dal mondo della matematica, dell’anatomia e della musica. Egli stesso ha dichiarato che ama considerare la produzione artistica come il momento in cui “l’artista realizza le sue opere utilizzando la tecnica di un adulto e la fantasia di un bambino”.

Madrina ed organizzatrice dell’evento è stata Alessia Castelli, editrice di questo giornale. A volere essere banali ci si potrebbe limitare a ricordare che per l’occasione Alessia era fasciata da un (elegante e super sexy) tubino bianco dai dettagli neri e che si destreggiava a camminare su sandali neri dal cinturino in pizzo, per non parlare dei suoi magnifici orecchini a chandelier. Ma è stato sufficiente essere dotati di un minimo di spirito d’osservazione per non fermarsi al suo aspetto e cogliere le emozioni che trapelavano dal suo sguardo. Sono certa che durante la serata di giovedì la mia editrice è stata soprattutto impegnata a dominare il mix di emozioni che stava vivendo:  eccitazione ed agitazione allo stesso tempo, ansia di fare bene e amore per anche il solo minimo imprevisto, volontà di rendere il giusto omaggio al protagonista della serata e desiderio di offrire momenti piacevoli di svago e relax agli ospiti. Questi  sono gli ingredienti  della miscela di benzina che alimenta l’impegno costante di Alessia: ogni commento ulteriore sarebbe superfluo, i risultati  che porta quotidianamente a casa parlano da sé.

 

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Edit by @Chiara Collu

Editor @Monaco Woman