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Storia delle sfilate PRIMA PARTE

“FASHION SHOWS: WHAT’ S GOING ON? ”

Da invito esclusivo a evento di massa, la sfilata di moda può essere passerella, corteo storico, teatrino, happening, game digitale o ancora uno sciopero o infine un momento di Sharing Economy: “SEE NOW, BUY NOW”.

In questa prima parte del racconto scopriremo quanto le donne siano state determinanti nell’organizzazione ed evoluzione delle manifestazioni di moda, mentre nella seconda descriverò gli eventi strabilianti messi in scena dal Fashion System in questi ultimi decenni.
Ma prima una chicca storica: nel 1600 fu una nobildonna a sfilare privatamente al cospetto del re di Francia Carlo VIII, BEATRICE D’ESTE. Al tempo Duchessa d’Alba, indosso’ una ventina di modelli per aiutarlo a scegliere personalmente quello che avrebbe poi indossato al matrimonio la sua futura sposa, Anna di Borgogna.
La prima vera sfilata al mondo fu organizzata a Milano, nel 1748, al Circolo dei Nobili, su iniziativa della stilista sarda FRANCESCA SANNA SULIS con la collaborazione di un nobile lombardo dai vasti interessi, Giorgio Giulini: vere modelle sfilarono abiti sino ad allora indossati solo da manichini.
Nata nella Sardegna di fine 700, Sanna impianto’ uno stabilimento tutto al femminile: pioniera delle imprenditrici nel Fashion, offri’ alla sua generazione di donne la possibilità di apprendere un lavoro specializzato.
Sanna organizzava corsi professionali e, dopo la prima formazione, dotava le operaie di un telaio, perchè potessero proseguire a casa il lavoro, anche dopo matrimonio e figli: Welfare e Smartworking ante litteram!
Figura forte e significativa per l’affermazione dei diritti delle donne contro ogni stereotipo, creò abiti pratici, stoffe originali, colori innovativi, occupandosi anche della coltivazione del gelso per il baco da seta nella sua terra.
Sanna viaggiò per vestire le donne di casa Savoia, nonché la zarina Caterina di Russia che, nel ritratto conservato all’ Ermitage di San Pietroburgo, indossa proprio una sua creazione.

Nel 1800 comunque i primi tentativi di promozione avvenivano ancora timidamente: alle corse di cavalli, ove belle donne assunte dalle aziende manifatturiere, si facevano notare dai fotografi; altra occasione erano i “Tea Time” di Londra, oppure brevi “parades de mode” a Parigi, nei grandi alberghi “Five Stars”, frequentati dalla nobiltà e dalla ricca e rampante borghesia.
Fu il mitico sarto londinese Charles Friedrich Worth nel 1860,a Parigi, ad utilizzare vere indossatrici, ma in eventi privatissimi e vietati ai fotografi.
Nel 1900 fu ancora una donna, stilista britannica, a contribuire sostanzialmente allo sviluppo e alla crescita delle sfilate di moda LADY DUFF GORDON (sopravvissuta al Titanic) ebbe l’ intuizione di inviare biglietti di invito alle potenziali clienti. Fu sua anche l’iniziativa di dare un nome o un numero ad ogni abito in passerella.
Nel 1903 la prima sfilata “Instore” avvenne invece a NY e fu organizzata da ” ELRICH BROTHERS”,
Nel 1911 per la prima volta si tenne un evento speciale in cui erano gli invitati a vestire le creazioni del famoso sarto Poiret.
Nel 1920-30 presentare gli abiti divento’ più intimo e furono le nostre piccole e grandi donne MADALEINE VIONNET, JEANNE LANVIN, COCO CHANEL, ELSA SCHIAPPARELLI (detta Schiapp e Moschino ante litteram) a presentare le loro collezioni nei relativi ateliers.

Anyway, alle donne stiliste, cominciando da Rose Bertin che vestiva Maria Antonietta, dedicherò prossimamente uno spazio davvero speciale.
Nel 1930 fu ancora una donna ad inventarsi il ruolo di PR, quando ancora il termine non era utilizzato nel settore. ELEONORE LAMBERT.
Nel 1940 lei cambiò il corso della moda fondando l’”International Best Dressed List”,la prima pagella dei migliori look indossati dalle celebrities, regalandone poi i diritti a Vanity Fair.
Prima direttrice donna dell’ufficio stampa del “Whitney Museum of American Art” in Manhattan, fu incaricata negli anni 60 dal Presidente USA Lyndon Johnson di presentare la moda americana in Russia, Germania, Italia, Australia, Giappone, Brasile e Svizzera.
Nel 1943 fu ancora una donna RUTH FINLEY a realizzare il primo ” Fashion Calendar “: tuttora aggiornato online fornisce info sulle manifestazioni in corso a NY e all’estero (https://cfda.com/fashion-calendar).
Nel 1945, al termine della seconda guerra mondiale, la Chambre Nationale Francaise regolamento’ le sfilate, richiedendo ad ogni Couturier di presentare almeno 35 modelli all’anno, sia da giorno che da sera, attenendosi anche ad ulteriori precisi criteri richiesti.
Nel 1947, mentre in USA i grandi Stores americani organizzavano sfilate di abiti anche in televisione, a Parigi per la prima volta Dior presentava la sua collezione “Corolle”, giacche strette in vita e gonne ampissime, alla presenza di una numerosa stampa accreditata, e di quella che era considerata capostite del giornalismo di moda moderno: dal 1921 prima donna alla redazione di Vogue Parigi, e successivamente capo dell’edizione americana di Harpers Bazaar, CARMEL SNOW, conio’ l’iconica definizione “NEW LOOK” esclamando appunto “It’s such a new look”. Il New Look scatenò infinite polemiche, perchè considerato reazionario, addirittura offensivo, quasi un invito a ruoli ottocenteschi.
Nel 1950 ecco un’altra donna, nata a Mosca, con 24 anni di servizio a Parigi come Fashion Writer per il New York Herald’s Tribune: LUCIE NOEL.
Fu respinta dall’Atelier di Balenciaga, perchè La Maison aveva deciso di fare entrare solo Buyers e di informare la stampa indiscriminatamente un mese dopo le passerella. Umiliata nella sua professionalità, Lei contestò pubblicamente tale decisione, evitando che la Fashion Press fosse esclusa da futuri eventi, cosi come imponeva il grande Worth nel lontano 1860. Comunque non la fecero entrare.
Nel 1951 BISTA Giorgini con la ” First Italian High Fashion” organizzo a Firenze un evento per presentare ai Buyers americani la nostra Alta moda. Nell’occasione lancio’ Emilio Pucci e Capucci.
Nel 1952 sempre il nobile Giorgini decise poi di riunire in Sala Bianca, a Palazzo Pitti di Firenze, le nostre eccellenze (vedi mio articolo su “Monaco Woman” di novembre 2022.)
Nel 1953 fu invece il mitico film “Vacanze romane” a dare visibilità alle sfilate di Alta Moda romana, in particolare alle Sorelle Fontana.
Nel 1958, in protesta al divieto di sfilare in Sala Bianca a causa di trasparenze di troppo ci fu l’abbandono delle passerelle fiorentine da parte dei Missoni che “traghettarono” direttamente alla Piscina Solari di (vedi mio articolo su “Monaco Woman” di novembre 2022.)
Nel 1958 in occasione della prima sfilata del giovane YSL, fu la Capo redazione dell’edizione francese di Harper’s Bazaar MARIE LOUISE BOUSQUET, a pianificare l’ incontro tra il giovane protetto di Dior e il suo mentore e compagno Pierre Bergè: unione che dette fama ma anche dolore al giovane principe genio
Nel 1962 ritroviamo la nostra LAMBERT, promotrice della “NY Fashion Week”,che fonda il “Council of Fashion Designers of America”. Il CFDA dal 2001 assegnerà il “Lambert Award” per “contributi unici al mondo della moda e/o meriti speciali nel settore”.
Nel 1973 sarà sempre lei ad organizzare la primissima sfilata evento: “La battaglia di Versailles”.

Nel prossimo articolo racconteremo le più stupefacenti “SFILATE EVENTO”: apripista fu appunto ” la battaglia di Versailles” appena citata.  Eleanor Lambert, che già abbiamo conosciuto, aiutata dal curatore del palazzo di Versailles, Gerald Van Der Kemp, decise di organizzare una sfida tra 5 esponenti della moda francese e 5 di quella statunitense, con lo scopo di raccogliere fondi per il restauro delle 700 sale del palazzo: una serata di beneficenza a cui invitare, con biglietto, l’aristocrazia, l’alta borghesia e i frequentatori del beau monde, da sempre da cornice e collante degli eventi, è bastato aggiungere uno spettacolo: la moda.
In passerella si ritrovarono 5 maisons francesi contro 5 griffes americane: da un lato Yves Saint Laurent, Hubert de Givenchy, Pierre Cardin, Emanuel Ungaro e Marc Bohan per Christian Dior, dall’altro Anne Klein, Halston, Oscar de la Renta, Bill Blass e Stephen Burrows.
Lo spettacolo fu fantasmagorico: c’erano caravan tirati da rinoceronti, carrozze-zucca in stile Cenerentola, limousine e razzi.
A vincere, a sorpresa, furono gli americani” che contrapposero alla riservatezza delle modelle europee, 36 donne grintose e seducenti, di cui undici di colore come Pat Cleveland e Beverly Johnson, prima modella nera a comparire sulla copertina di Vogue. Lo “streetwear” americano trasmise energia, elementi esotici e fu aperto e chiuso da Liza Minnelli, fresca vincitrice dell’Oscar per Cabaret, affiancata da 10 ballerine di Broadway. L’eleganza francese invece fu rappresentata da Josephine Baker e Nureyev.

 

Enjoy even more @ Piera Ghidotti

 

Article edit by Pigi

Editor @ Monaco Woman