L’ARTE DI SBAGLIARE ALLA GRANDE
“Errare è umano”, “sbagliando s’impara”: intorno all’errore, è risaputo, c’è tutta una letteratura, popolare e non. Intorno ai nostri errori, magari, dovremmo meditare ogni santo giorno, proprio nella prospettiva suggerita dall’autore del libriccino di questo mese, Enrico Galiano, uno dei professori più letti e amati d’Italia.
Mi riferisco a “L’arte di sbagliare alla grande”, edito da Garzanti, uscito nel 2020. La scelta è ricaduta su questo breve manualetto, mi piace definirlo così, per svariati motivi, in primis forse per il fatto che l’autore, che ho avuto modo di conoscere personalmente in svariate occasioni, è un professore delle scuole medie come me: ci accomuna l’aver a che fare, quotidianamente, con quelle ragazze e quei ragazzi che popolano i banchi della scuola pubblica italiana, in quella fase della loro vita così fragile e delicata. Ma non è di questo che vi voglio parlare, bensì dei messaggi contenuti in questo “saggio”, tutto costruito intorno all’aneddotica personale, alle citazioni colte ma anche ai riferimenti a canzoni, film e serie tv, in una sorta di autobiografia basata sull’errore.
Parlando di sé e dei propri sbagli, come quello di aver sprecato l’occasione di uscire con la ragazza dei suoi sogni o quello riferito ad una folle notte in cui per poco stava per essere arrestato, lo scrittore puntualmente ribalta quell’idea di perfezione che, ahimé, occupa una larga fetta della società odierna e che conduce, naturalmente non solo a scuola, a considerare l’errore come qualcosa da evitare. Secondo l’autore, infatti, per trovare la nostra strada, conoscerci e sapere realmente chi siamo e chi vogliamo essere, dobbiamo sbagliare, ma soprattutto dobbiamo modificare la nostra prospettiva riguardante le debolezze e le fragilità che ci caratterizzano (mostrandole, non nascondendole!). Certi sbagli, è vero, provocano traumi e ferite difficilmente rimarginabili, ma se per paura guardiamo a quegli errori solo come a dei fallimenti ci lasciamo scivolare dalle mani occasioni di rivalsa e di crescita personale, di fatto accontentandoci. L’invito che ho colto tra le pagine di questo libro è di avere coraggio: coraggio di sbagliare, coraggio di evitare il bianchetto e di far vedere quello che c’è sotto. In fondo, come spesso mi piace ricordare ai miei studenti ma anche a me stessa, anche gli errori possono essere meravigliosi.
Proffy

